Guru. Il fondamento della civiltà dell’India di Antonio Rigopoulos, edito da Carocci nel 2009 nella collana “Frecce”, è interamente dedicato al ruolo del maestro spirituale nelle tradizioni indiane. Il volume si compone di un’introduzione, sei capitoli, un apparato di note, l’indice e la bibliografia.
Il primo capitolo, L’ācārya e il brahmacārin, esamina le origini vediche della relazione maestro-discepolo, con riferimento al pantheon vedico, al ruolo dell’iniziazione e ai riti solenni e domestici. Il secondo capitolo, Il guru e lo śiṣya, si occupa invece dell’emergere dell’ideologia della rinuncia, dell’istituzione degli āśrama (ordini di vita tradizionali) e della figura del saṃnyāsin (rinunciante). Al calore ascetico (tapas) e ai poteri (siddhi) del guru o dell’asceta è consacrato il terzo capitolo, Poteri e potere, con un approfondimento sulle figure del guru-re e dell’asceta-guerriero. Il quarto capitolo, Osservazioni sul guru nell’India moderna e contemporanea, descrive infine il rapporto tra modernità e tradizione, la genesi del mito dell’India mistica e il neohinduismo riformistico, con riferimenti al “fondamentalismo” hindu legato alla spiritual economy e alla figura del guru come big-man.
Gli ultimi due capitoli sono riservati alla Guru-gītā (“Il canto sul Maestro”), inno laudativo sanscrito ascritto al mitico Vyāsa, giunto fino a noi attraverso tradizioni manoscritte autonome. Il quinto capitolo consiste in un’introduzione all’inno, il sesto capitolo offre invece la prima traduzione italiana con testo sanscrito a fronte.
“Da tempi memorabili, – scrive Rigopoulos nella sua introduzione – la relazione maestro-discepolo costituisce l’asse portante dell’universo religioso indiano, il suo cuore pulsante. Se ne constata la persistenza pur nelle inevitabili riconfigurazione di identità e funzione col mutare delle situazioni storiche dei contesti teologici. È davvero impossibile esagerare l’importanza del maestro nelle religioni dell’India. In assenza di un’autorità ecclesiale centrale, di istituzioni quali la chiesa in Occidente su cui incardinare il magistero, il maestro è da sempre la guida autorevole, l’imprescindibile punto di riferimento. A un tempo egli autentica e rinnova quel tesoro sapienziali di cui aveva incarnazione la più alta testimonianza”.
Antonio Rigopoulos è professore ordinario di Indologia presso il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove insegna Lingua sanscrita, Lingua pali e Il sistema delle caste tra passato e presente. Autore di numerosi lavori, tra cui The Life and Teachings of Sai Baba of Shirdi (1993), Dattatreya: The Immortal Guru, Yogin, and Avatara (1998), Hinduismo (2005), The Mahanubhavs (2005), ha curato i volumi Hinduismo antico. Vol. 1. Dalle origini vediche ai Puraṇa (2010) e Hinduismo antico. Vol. 2. Dallo Yoga alle tradizioni medievali (in corso di stampa).
Guru. Il fondamento della civiltà dell’India
Dattātreya: The Immortal Guru, Yogin, and Avatāra
I Veda. La relazione tra maestro e discepolo nelle tradizioni hindu

