Tra i saggi introduttivi alla filosofia indiana, Filosofie dell’India. Un’antologia di testi, curato da Francesco Sferra e pubblicato da Carocci nella collana “Studi Superiori” (2018, prima ristampa 2020), rappresenta uno strumento prezioso per chiunque si interessi di filosofia. Il volume raccoglie la traduzione di dodici testi filosofici sanscriti di epoca medievale, corredati da note e riferimenti bibliografici, che illustrano le profondità e la ricchezza del pensiero indiano.
Un primo gruppo di testi illustra la terminologia tecnica in ambito ontologico ed epistemologico, a partire dai Vaiśeṣikasūtra di Kaṇāda (a cura dello stesso Sferra) e dalla Tarkabhāṣā di Keśavamiśra (Gianni Pellegrini e Francesco Sferra), per proseguire con le Sāṃkhyakārikā di Īśvarakṛṣṇa nel commento di Gauḍapāda (Corrado Pensa). Un secondo gruppo è dedicato a temi riguardanti la filosofia del linguaggio e lo statuto della parola: i Pūrvamīmāṃsāsūtra di Jaimini con il commento di Śabara (Florinda De Simini), la Pramāṇāntarabhāvaparīkṣā di Śāntarakṣita con il commento di Kamalaśīla (Francesco Sferra), la Śabdabrahmaparīkṣā di Śāntarakṣita-Kamalaśīla (Paolo Giunta) e le Nādakārikā di Rāmakaṇṭha con il commento di Aghoraśiva (Francesco Sferra).
Seguono testi di carattere teologico-filosofico ed etico-soteriologico: la Vedārthasaṅgraha di Rāmānuja (Florinda De Simini), il Bhagavadgītābhāṣya di Śaṅkara (Saverio Marchignoli), la Yuktidīpikā alle Sāṅkhyakārikā (Saverio Marchignoli), che indagano il rapporto tra l’Uno e la molteplicità fenomenica e il legame tra azione, conoscenza e condotta morale. Il volume si conclude con due testi: uno sulla fenomenologia del sogno nel Brahmasūtrabhāṣya di Śaṅkara (Gianni Pellegrini), l’altro dedicato al tentativo di conciliare l’esperienza estetica con quella religiosa e devozionale nel Bhaktirasāmṛtasindhu di Rūpa Gosvāmin (Saverio Marchignoli).
Così Francesco Sferra nella sua introduzione: “I testi di filosofi indiani accessibili in traduzione, anche in lingue diverse dall’italiano (inglese in primis, ma anche tedesco, francese e giapponese, per citare le lingue principali), sono pochi rispetto a quelli editi. Le edizioni, a loro volta, non sono sempre filologicamente attendibile e in molti casi andrebbero rifatte, anche alla luce di nuove fonti manoscritte, e le opere inedite e accessibili solo in manoscritto sono ancora numerose. Allo stato attuale, sebbene tra gli addetti ai lavori sia maturato un crescente interesse per questo vasto campo di studi, esso rimane un settore di ricerca relativamente nuovo e in gran parte inesplorato”.
Francesco Sferra è professore ordinario nel settore di indologia e tibetologia presso il Dipartimento di Asia, Africa e Mediterraneo dell’Università di Napoli “L’Orientale”, dove insegna Lingua e letteratura sanscrita. I suoi ambiti di ricerca comprendono la filologia sanscrita, la storia delle religioni indiane, gli studi tantrici e la filosofia indiana classica. Pubblicazioni principali: The Ṣaḍaṅgayoga by Anupamarakṣita with Raviśrījñānaʼs Guṇabharaṇī nāma Ṣaḍaṅgayogaṭippaṇī. Text and Annotated Translation (2000), The Sekoddeśaṭīkā by Nāropā (Paramārthasaṃgraha) (2006), The Sekanirdeśa of Maitreyanatha (Advayavajra) with the Sekanirdeśapañjikā of Rāmapāla. Critical Edition of the Sanskrit and Tibetan Texts with English Translation (in collaborazione con Harunaga Isaacson, 2014); principali curatele: Sanskrit Texts From Giuseppe Tucci’s Collection (2008), Sanskrit Manuscripts in China, vol. IV (in collaborazione con Horst Lasic e Xuezhu Li, 2026).

